Stress e difese immunitarie, che legame c’è tra loro?

Oggi voglio parlarti di Elena.

Elena è una donna in carriera di 40 anni sposata con una bimba piccola e un cane da accudire.

Non ha nessuno che l’aiuti a sbrigare le faccende domestiche; cucinare, lavare, fare la spesa.

Tutto compito suo.

Nonostante il suo lavoro la occupi più di otto ore al giorno, lei riesce a combaciare alla perfezione i mille impegni della giornata, senza far mancare nulla ai suoi familiari.

Ma anche se Elena è abilissima nel gestire tutto, quando la piccola piange, il cane abbaia e il marito scalpita perché la cena non è ancora pronta, in quel momento ha voglia di mollare tutto.

Vorrebbe comprare un biglietto aereo di sola andata e partire per le Bahamas.

Ma Elena sa che fuggire non ha senso.

Volente o nolente, questa è la sua vita e anche se lo stress le porta tanta stanchezza fisica e mentale, sa di dover reagire.

 

Se anche tu, come Elena, ti trovi a combattere contro lo stress che cerca di buttarti gambe all’aria, ti suggerisco la lettura di questo articolo.

Qui scoprirai cos’è lo stress, perché porta a un abbassamento delle difese immunitarie e come puoi domarlo.

Anche perché se si ammala, nessuno la sostituisce.

Cos’è davvero lo stress?

Stress, parola tanto usata oggi per indicare uno dei mali principali della nostra società.

Ma questo termine ha origini ben diverse da quelle attuali.

Pensa un po’, la parola stress veniva utilizzata nel settore metallurgico per indicare la pressione applicata a un metallo per testarne la resistenza.

Chi fu colui che utilizzò questo termine in campo medico?

Hans Selye, medico austriaco ricordato per le sue ricerche sullo stress e sulla Sindrome Generale di Adattamento, considerata la risposta del corpo a qualsiasi richiesta proveniente dall’ambiente.

Quindi puoi vedere questo problema come una reazione fisica e psichica del tuo corpo, agli eccessivi stimoli esterni, di qualsiasi natura siano: fisica, mentale, sociale o ambientale.

 

Per esempio, quando Elena viene messa sotto pressione dalle scadenze del lavoro, da un litigio con il marito, dalla la bambina che non la smette di fare i capricci, il suo corpo reagisce con lo stress.

Possiamo definirlo come una sorta di campanello di allarme, che suona quando il tuo corpo si trova di fronte a uno stimolo molto forte da gestire, sia esso positivo e piacevole o negativo e dannoso.

Ebbene sì, anche un evento positivo può causare stress!

Solo una donna come te può capire quanto può essere stressante preparare le valige prima di partire per le meritate vacanze estive.

 

Quindi anche se è immaginario comune vedere questa reazione fisiologica come una sensazione negativa, non è esattamente così: ci sono ben due tipi di stress.

 

Vuoi saperne di più?

Stress buono e stress cattivo

Come ti ho anticipato, esistono due tipi di stress: lo stress buono e quello cattivo.

Quello buono o eustress agisce in modo positivo sul tuo corpo:

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è motivante e stimolante;
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può aumentare la memoria;
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sostiene il sistema immunitario.

L’eustress lo puoi provare prima di una gara, quando stai per ricevere una promozione o prima di un appuntamento galante.

É un tipo di stress che ti mantiene viva e ti fa vivere la giornata con grinta e positività.

Non solo…

Ti sei mai trovata in una situazione di pericolo?

Grazie allo stress il tuo corpo percepisce una situazione pericolosa ancor prima che te rendi conto in modo cosciente e in risposta agisce con la fuga e il combattimento.

Senza questa reazione fisiologica i nostri avi non sarebbero sopravvissuti agli attacchi degli animali selvatici e oggi l’essere umano sarebbe sicuramente estinto.

Al contrario quello cattivo o distress, agisce negativamente sul tuo corpo:

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provoca ansia, attacchi di panico, depressione;
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causa problemi seri di salute;
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indebolisce il sistema immunitario.

Il distress è dannoso per il tuo corpo.

Lo conosci bene in realtà, è quello che provi quando ti senti sotto pressione al lavoro, sei in conflitto con i colleghi o hai problemi economici o familiari.

Questo stress ti porta dolore e frustrazione.

Ma come puoi reagire positivamente allo stress cattivo?

Imparando a trasformare il distress in eustress.

Le fasi dello stress

Secondo Hans Selye la Sindrome Generale di Adattamento si sviluppa in 3 fasi, vediamole insieme:

 

  • Fase 1 – Allarme

Il tuo organismo reagisce agli eventi esterni che appunto provocano lo stress (chiamati stressori) attivando meccanismi di risposta sia fisici che mentali tra cui:

  • maggior produzione dell’adrenalina. L’adrenalina è un ormone rilasciato dalle ghiandole surrenali in situazioni di pericolo, paura ed   eccitazione;
  • aumento del battito cardiaco, del respiro e della pressione sanguigna;
  • la produzione di cortisolo (non a caso definito comunemente “ormone dello stress”);
  • l’emissione di antidolorifici naturali, per sopportare più facilmente dolore, traumi e sforzi;
  • l’inibizione dei processi digestivi.

Tutte queste avvengono per un motivo ben preciso, che gli uomini delle caverne conoscevano bene: poter scappare o lottare velocemente e senza intralci!

 

  • Fase 2 – Resistenza

In questa fase il tuo corpo cerca di resistere all’azione degli stressori.

Cerca in tutti i modi tornare all’equilibrio presente prima della fase di allarme.

Purtroppo se le cause dello stress non se ne vanno, il tuo organismo non riesce a ripristinare il suo stato di benessere e a questo punto iniziano a comparire sintomi come stanchezza, insonnia, irritabilità e malessere.

In questo stadio c’è una produzione eccessiva di cortisolo che comincia ad intaccare il tuo sistema immunitario, indebolendolo.

 

  • Fase 3 – Esaurimento

Questa è la fase conclusiva dello stress.

A questo punto il tuo corpo può agire in due modi differenti:

1. capisce che il pericolo è scampato e si rilassa;

2. si accorge che c’è ancora pericolo e continua coi meccanismi di cui ti parlavo prima, ma non ce la fa più perché privo di energie.

 

In questo secondo caso il tuo organismo necessita sempre di un periodo di riposo e recupero.

Nella fase di esaurimento, il cortisolo e l’adrenalina smettono di essere prodotti e il tuo corpo torna nello stato di equilibrio iniziale tanto ricercato nella fase di resistenza, ma può aver riportato dei danni non da poco…

Come lo stress influenza le tue difese immunitarie

Come hai potuto leggere poco sopra, già nella seconda fase dello stress, il sistema immunitario subisce un contraccolpo.

Il tuo corpo non riesce a ripristinare l’equilibrio interno e continua a produrre il cortisolo.

Alti livelli di questo ormone hanno un effetto immunosoppressore, cioè portano ad un rallentamento della risposta del sistema immunitario.

 

Ma come agisce il cortisolo sulle tue difese?

Il cortisolo influisce sul lavoro del timo, l’organo a cui è affidato il compito di produrre i linfociti (cioè i protettori del tuo corpo) e le interleuchine (molecole che attivano la risposta immunitaria).

Semplifico: il cortisolo inibisce il sistema immunitario e lo “mette in stand-by”.

In questo modo non riesce più a distinguere cosa è buono e cosa è dannoso, non produce nuove difese immunitarie e permette ai virus e batteri di penetrare liberamente nel tuo organismo. 

 

Per questo quando sei stressata sei più soggetta a problemi come:

  • raffreddori e influenze stagionali;
  • problemi gastrici e intestinali;
  • infezioni.

Cosa puoi fare per domare lo stress?

Come scrive Seyle nel suo libro “Stress without distress”:

“La completa libertà dallo stress è la morte. Contrariamente a quanto si pensa di solito, non dobbiamo e in realtà non possiamo evitare lo stress ma possiamo incontrarlo in modo efficace e trarne vantaggio imparando di più sui suoi meccanismi e adattando la nostra filosofia dell’esistenza a esso.”

Essere vivi significa convivere costantemente con lo stress perché esso è vita.

Ma come puoi sopravvivere al distress?

Imparando a domarlo.

Per farlo puoi agire su molti fronti:

  • puoi praticare yoga e meditare: questo ti permette di eliminare lo stress a livello fisico e mentale e allo stesso tempo guadagnare maggiore consapevolezza in te stessa;
  • puoi imparare a utilizzare la respirazione diaframmatica: è utile per ridurre il distress e la pressione sanguigna;
  • puoi praticare attività fisica: con lo sport il tuo corpo elimina sostanze nocive come il cortisolo e libera le endorfine, che agiscono sul buonumore;
  • non devi dimenticarti di bere acqua e tisane per mantenere idratato il tuo corpo, azione fondamentale per aiutarlo nella sua battaglia contro lo stress;
  • non devi trascurare il riposo notturno: cerca di dormire sempre 7-9 ore a notte, meno potrebbero favorire la tensione nervosa;
  • devi seguire una dieta sana ricca di cereali, legumi, pesce, carne, frutta e verdura eliminando il più possibile i cibi confezionati e le sostanze eccitanti come il caffè: tutte queste cosa aumentano a loro volta i livelli di cortisolo nel tuo organismo.

 

Perché è così importante l’alimentazione nella tua lotta contro lo stress?

 

Perché con una dieta corretta puoi assumere i micronutrienti indispensabili per domare il distress:

 

1. le vitamine del gruppo B e più in specifico la B2, B3 e B6 che aiutano a migliorare l’umore;

2. magnesio, perché contribuisce al buon funzionamento del sistema nervoso;

3. zinco, di supporto al povero sistema immunitario messo così a dura prova;

4. vitamina C, anch’essa importantissima per il sistema immunitario, quello sistema nervoso e per il benessere della mente.

 

A quanto pare la vitamina C fa davvero tante cose in una volta… curiosa di saperne di più?

Perché la vitamina C ti può aiutare più di quanto pensi

Come hai visto la vitamina C agisce su diversi aspetti importanti quando lotti contro lo stress.

È inoltre considerata da sempre uno degli alleati più potenti del sistema immunitario, lo sapeva bene la tua mamma, che te la preparava se eri raffreddata!

 

Per farti comprendere meglio l’azione della vitamina C sullo stress, voglio parlarti di uno studio pubblicato nel 2015 sul Pakistan Journal of Biological Sciences.

In questo esperimento, Ivaldo Jesus Lima de Oliveira e il suo team hanno studiato, su un campione di 42 studenti delle scuole superiori, quali sono gli effetti dell’acido ascorbico sull’ansia.

Nello specifico sono stati somministrati 500 mg di vitamina C al giorno ad alcuni studenti e ad altri un placebo.

Sono stati misurati i livelli di ansia di tutti i ragazzi all’inizio del test e dopo 14 giorni.

Cosa è emerso da questo esperimento?

Negli studenti a cui è stato somministrato l’acido ascorbico è stata riscontrata una maggiore riduzione dei livelli di ansia rispetto a chi ha assunto un placebo.

Quindi la conclusione di De Oliveira è stata questa: una dieta ricca di questa vitamina, oltre a essere un’efficace aggiunta al trattamento medico e psicologico dell’ansia, può anche migliorare il rendimento scolastico!

 

Ma ora torniamo a noi.

A questo punto voglio svelarti come Elena tiene a bada lo stress.

Elena purtroppo ha una vita molto frenetica, come hai potuto vedere (e come la maggior parte delle donne aggiungo io), e non riesce quasi mai a ritagliarsi un attimo di tempo per meditare e praticare attività fisica.

Per questo ha scelto di seguire una dieta equilibrata e di assumere, in aggiunta ad essa, un integratore di vitamina C.

Non un integratore qualsiasi, ma un supplemento di vitamina C studiato per le donne.

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Provare per credere!

 

Laura Melzani

Fitness Coach XWOMAN

Biografia:

Effects of Oral Vitamin C Supplementation on Anxiety in Students: A Double-Blind, Randomized, Placebo-Controlled Trial – Pakistan Journal of Biological Sciences: volume 18(1): 11-18, 2015- Ivaldo Jesus Limade Oliveira, Vctor Vasconcelos de Souza, Vitor Motta and Sergio Leme Da-Silva

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