IL DOPING MENTALE: LE SOSTANZE PER AUMENTARE L’INTELLIGENZA

Nell’immaginario collettivo con il termine doping, solitamente, si fa riferimento a quel particolare fenomeno, molto in voga nell’ambito sportivo, che consiste nell’uso o abuso, da parte degli atleti, di sostanze o farmaci, al fine di migliorare le proprie performance fisiche durante le prestazioni sportive.

Accanto a tale fenomeno ne esiste un altro, meno conosciuto, che negli ultimi anni sta destando la preoccupazione degli scienziati di tutto il mondo e dell’opinione pubblica: il “Doping Mentale”

Si tratta di un fenomeno molto complesso e subdolo che sta coinvolgendo un numero sempre più crescente di persone, indipendentemente dall’estrazione sociale, sesso, età; dagli studenti, di ogni ordine e grado, ai professionisti, manager di successo, broker di borsa etc.

Nonostante la diffusione del fenomeno stia facendo registrare dati preoccupanti in tutto il mondo presenta ancora molti lati oscuri.

Da un sondaggio condotto dall’Università della California, in 15 Paesi del mondo su decine di migliaia di persone, è emerso che il 14% degli intervistati ha fatto ricorso, almeno una volta negli ultimi 12 mesi, al Doping Mentale, un incremento del 5% rispetto al 2015.

Sebbene l’uso del doping mentale sia molto elevato negli Usa, (passando dal 20% del 2015 al 30% di oggi), in proporzione, il fenomeno ha avuto un’impennata soprattutto in Europa, specialmente in Francia e in Gran Bretagna.

In Francia la percentuale è passata dal 3% al 16%, mentre in Gran Bretagna dal 5% al 23%.

Seguono: l’Olanda (dal 10% al 24%) e l’Irlanda ( dal 4% al 18%.)

Anche in Italia sempre più studenti e lavoratori ricorrono al doping mentale, ma rispetto agli altri Paesi rimane un po’ al margine, complice, probabilmente, l’esistenza di leggi che ne limitano l’utilizzo.

 

In sostanza cos’é il Doping Mentale?

Se esistesse una sostanza in grado di farti diventare come Pico della Mirandola o di farti superare più facilmente quell’esame tanto sofferto, o ancora realizzare quel progetto tanto ambito che ti aiuterebbe a far carriera?

Come reagiresti?

Che impatto, secondo te, avrebbe dal punto di vista sociale ed economico?

Con i ritmi frenetici della vita quotidiana e al continuo stress psicologico a cui siamo sottoposti, complice una società che richiede livelli qualitativi sempre più alti, una scelta del genere sarebbe biasimabile?

L’idea che ingerendo una pilloletta si possa superare più facilmente un esame sarebbe molto più attraente che sgobbare per ore sui libri e manuali?

Utopia? Fantascienza?

No. Realtà

Poniti questi interrogativi ma non avere fretta di rispondere.

Continua a leggere l’articolo e alla fine sarai tu a trarre le opportune considerazioni.

 

In cosa consiste il doping mentale?

Il Doping Mentale si identifica con l’utilizzo di sostanze in grado di potenziare le capacità cognitive dell’essere umano, migliorando la memoria, la concentrazione, l’abilità e velocità di pensiero.

In termini scientifici tali sostanze sono chiamate Nootropi o, impropriamente, Smart Drugs, (“farmaci intelligenti”).

Il termine Nootropo deriva dall’unione di due parole greche “nous” (mente) e “tropein” (modificare, cambiare).

Dal punto di vista scientifico tali sostanze agiscono sui neurotrasmettitori modificandone i livelli e la concentrazione. Ciò comporta un maggior apporto di ossigeno al cervello e stimolazione della crescita nervosa con conseguente alterazione positiva delle capacità cognitive.

 

Cosa sono i Nootropi e come funzionano?

La parola Nootropo fu utilizzata per la prima volta tra gli anni sessanta e settanta dal chimico e psicologo romeno Corneliu E. Giurgea il quale dedicò numerosi studi alla ricerca di sostanze capaci di stimolare la mente umana e aumentarne le capacità cognitive.

I nootropi sono sostanze psicoattive, o supplementi naturali, con effetti collaterali bassissimi se non nulli.

Secondo Giurgea affinché una sostanza o un farmaco possa essere considerato nootropo, deve presentare le seguenti caratteristiche:

– migliorare l’apprendimento e la memoria;

– proteggere il cervello da danni fisici o chimici (quali quelli provocati da una contusione, una neurotossina, inquinamento, da farmaci etc.);

– aumentare l’efficacia dei meccanismi di controllo del cervello della zona corticale/subcorticale (migliorando, per esempio, il tempo di reazione);

– essere privi di effetti collaterali negativi e possedere una bassissima tossicità.

 

In altri termini i nootropi per essere considerati tali devono essere:

– sicuri;

– neuroprotettivi;

– privi di effetti collaterali anche in caso di uso inappropriato e per lungo periodo.

 

Negli ultimi anni il termine nootropo è stato impropriamente associato alle Smart Drugs per via degli effetti stimolanti sulle capacità cognitive, ma si discostano da queste ultime, a causa degli effetti collaterali ad esse connessi e dalla loro capacità di indurre dipendenza.

Classificazione dei nootropi

Una prima classificazione dei nootropi può essere fatta in relazione alla categoria di appartenenza.

Possiamo individuare due categorie di nootropi:

La prima è formata:

– dagli integratori e dai prodotti naturali: contengono estratti di erbe, legumi, cortecce che teoricamente favoriscono l’attività cerebrale. Questi prodotti sono venduti in farmacia senza necessità di prescrizione medica ma anche nelle erboristerie o direttamente online da alcune aziende specializzate. La loro efficacia è messa in dubbio perchè di fatto offrono nutrienti che possono essere assunti con una normale alimentazione, a patto che sia varia ed equilibrata.

La seconda classe dei nootropi è formata:

– da farmaci veri e propri: si tratta di farmaci già esistenti in commercio nati con lo scopo di ridurre gli effetti di alcune patologie gravi come l’Alzheimer e il Parkinson. Un loro utilizzo per scopi diversi è attualmente Off-Label (ossia non autorizzato in quanto non esistono evidenze scientifiche che ne attestino l’efficacia).

 

Dal punto di vista scientifico abbiamo detto che i nootropi agiscono sui neurotrasmettitori (sostanze chimiche che consentono alle cellule del sistema nervoso, i cosiddetti neuroni, di comunicare tra di loro) determinando un potenziamento delle capacità cognitive.

I principali neurotrasmettitori interessati dalle sostanze nootrope sono:

– acetilcolina;

– dopamina;

– norepinefrina;

– serotonina.

A seconda del neurotrasmettitore sul quale agiscono possiamo classificare i nootropi in:

– colinergici;

– dopaminergici;

– serotoninergici.

 

I nootropi colinergici

Sono sostanze che riguardano il neurotrasmettitore acetilcolina o i componenti del sistema nervoso che ne fanno uso.

L’acetilcolina svolge un ruolo importante nei processi cognitivi: dal calcolo, al pensiero astratto, alla creatività e influenza anche la memorizzazione delle cose.

 

Tra i colinergici più noti ricordiamo:

– l’acetil-L-carnitina: un amminoacido precursore dell’acetilcolina ed ha effetti sinergici con l’acido lipoico;

– la colina;

– la vitamina B5 (acido pantotenico) che aumenta la resistenza (compresa la resistenza mentale).

 

Tra i farmaci con effetti nootropi il più noto e usato è il Piracetam identificato come tale da Giurgea e dai suoi colleghi.

Il Piracetam ha effetti su diversi neurotrasmettitori e tra gli effetti ad esso attribuiti ricordiamo:

– aumenta il metabolismo delle cellule cerebrali, velocizzando la trasmissione delle informazioni al cervello;

– migliora la capacità di concentrazione e memorizzazione;

– stimola la crescita dei recettori di acetilcolina.

 

È utilizzato per alleviare gli effetti dell’Alzheimer, della Demenza e della Dislessia.

Negli Stati Uniti il Piracetam è venduto liberamente mentre in Italia e in Europa per poterlo utilizzare è necessaria la prescrizione medica.

Come tutti i farmaci può portare effetti indesiderati, comuni o meno comuni, tra cui: nervosismo, depressione, sonnolenza e ipotensione.

I nootropi dopaminergici

Sono sostanze che agiscono sul neurotrasmettitore dopamina.

La dopamina fa parte delle catecolamine, gruppo di ormoni a cui appartengono anche adrenalina e noradrenalina.

È noto come l’ormone dell’euforia in quanto la sua presenza è collegata alla sfera del piacere e al meccanismo della ricompensa. Essa è importante perché agisce:

– sul controllo del movimento;

– sulla “memoria di lavoro“, ossia quella parte della memoria a breve termine che ci consente di immagazzinare ed elaborare dati e concetti nelle nostre attività quotidiane;

– sulla capacità di apprendimento;

– sulla regolazione dell’alternanza sonno/veglia.

Rientrano tra le sostanze nootrope dopaminergici:

– fenilalanina: amminoacido essenziale che funziona come antidepressivo e riduttore del sonno;

– teanina: amminoacido presente nel thè. Aumenta la serotonina e la dopamina;

– tirosina: amminoacido essenziale. Funziona da antidepressivo e riduttore del sonno;

 

Tra i farmaci il nootropo dopaminergico per eccellenza è L-Dopa: amminoacido intermedio in grado di sintetizzare la dopamina, utilizzato soprattutto nella cura del Parkinson.

 

I nootropi serotoninergici

Sono sostanze che agiscono sul neurotrasmettitore serotonina.

La serotonina è nota come l’ormone della felicità e del benessere. Essa agisce sulla memoria, sulla capacità di apprendimento e concentrazione e regola l’alternanza veglia/sonno.

Livelli bassi di serotonina causano depressione e malesseri psichici.

 

Rientrano in questa categoria:

– Triptofano: amminoacido essenziale precursore della serotonina che richiede per essere assorbito la vitamina B6 e vitamina C. Non viene prodotto dal nostro organismo ma necessita di essere introdotto attraverso l’alimentazione. Si trova in alte concentrazioni nelle banane, nel tacchino e nel latte. Usato anche come ansiolitico e antidepressivo;

– Griffonia: sostanza fitoterapica. Si tratta di una leguminosa originaria delle zone tropicali dell’Africa centro occidentale. Ricca di triptofano la rende particolarmente indicata come antidepressivo e ansiolitico;

– Spirulina: un’alga azzurra che vive nelle acque salmastre delle zone tropicali. Contiene un’altissima percentuale di triptofano, la sua assunzione migliora l’umore e promuove un senso di calma e felicità;

– Meperidina, Tramadolo, Pentazocina (farmaci analgesici oppioidi): potenzialmente in grado di innalzare i livelli di serotonina.

 

I nootropi possono essere classificati in base alle finalità per le quali vengono utilizzati e a seconda dell’aspetto psichico sul quale agiscono.

 

ATTENZIONE E MOTIVAZIONE

– Caffeina e L-Teanina: promuovono l’attenzione e la lucidità. La combinazione di caffeina e L-teanina, un amminoacido che si trova in grandi quantità in alcuni thè verdi (come il Matcha) riduce gli effetti collaterali della caffeina (ansia e stimolazione eccessiva) e migliora ulteriormente le capacità cognitive.

– Rhodiola Rosea: un’erba che agisce da adattogeno nel senso che aiuta il corpo a reagire positivamente agli stimoli che causano stress. Inoltre riduce lo stress ed è blandamente stimolatoria ed usata per diminuire l’astinenza da caffeina.

– Ginseng siberiano (Eleutherococcus senticosus). È una radice che agisce da adattogeno ansiolitico atto a normalizzare le conseguenze dello stress fisico e mentale.

 

MIGLIORAMENTO DELL’UMORE/DEPRESSIONE

– Tianeptina: chimicamente un antidepressivo triciclico: La Tianeptina agisce sull’umore e contemporaneamente funge da neuroprotettore.

– Phenibut: un composto ansiolitico che può migliorare la cognizione in situazioni ad alto stress (come esami, presentazioni pubbliche) grazie agli effetti della riduzione dell’ansia. A dosi terapeutiche non danneggia la memoria e le capacità cognitive.

 

AUMENTO DELLA MEMORIA E STIMOLANTI DELL’APPRENDIMENTO

– Bacopa Monnieri: vari studi dimostrano che la pianta Bacopa Monnieri migliora la formazione, il consolidamento e l’acquisizione della memoria. È un adattogeno ed è spesso usato per le sue proprietà ansiolitiche.

– Ginkgo Biloba: pianta originaria dell’Asia centrale, coltivata anche negli Stati Uniti e in Europa. Svolge un’azione nutritiva e protettiva dei neuroni della corteccia cerebrale aumentando i livelli di sostanze antidepressive e psicostimolanti, ostacolando il declino della memoria e dell’attenzione. Da recenti studi è emerso che l’efficacia di questa pianta è maggiore nei soggetti ultrasessantacinquenni con declino della memoria a breve termine.

Tutte le sostanze appena elencate rientrano nella definizione di nootropi propriamente detti, ossia sostanze psicoattive, o supplemento naturale, con bassissimi, se non nulli, effetti collaterali e senza indurre dipendenza nel lungo periodo.

In generale gli effetti psicoattivi dei nootropi sono più lievi rispetto a quelli dei farmaci psicotropi tradizionali ma sono, in ultima analisi, molto più benefici e il loro utilizzo nel tempo è di gran lunga più sostenibile.

Attualmente i meccanismi di molte sostanze nootrope non sono conosciuti, non essendoci ricerche scientifiche sufficienti in grado di attestare gli effetti stimolanti sulle capacità cognitive di chi le assume.

Una sostanza stimolante ed eccitante può funzionare su un individuo e non funzionare su un altro, a parità di trattamento, così come produrre effetti collaterali differenti.

 

È doveroso sottolineare che l’abuso o un uso inappropriato non è sempre privo di conseguenze.

 

Esistono nootropi molto potenti che hanno effetti positivi indipendentemente dall’età e dallo stato di salute, ma anche effetti collaterali molto gravi.

Ma si tratta di eccezioni.

Dove si acquistano i nootropi?

Negli ultimi anni sono nate diverse start-up per la ricerca e la vendita di nootropi.

La più famosa e la più attiva è Nootroo il cui fondatore è Eric Matzner che in un articolo apparso sulla rivista Atlantic ha dichiarato di aver trovato una formula per una pillola a base di Noopept e Fenilpiracetam (entrambi farmaci ad effetto nootropo) in grado di migliorare la memoria e le altre funzioni cognitive con effetti collaterali blandi.

Mentre in Europa l’utilizzo dei nootropi è ancora molto ridotto, o meglio limitato all’assunzione degli integratori alimentari, negli Usa il loro impiego è più diffuso, specialmente per la categoria dei farmaci, a causa della facilità con cui possono essere reperiti senza prescrizione medica.

LE SMART DRUGS

Con il termine Smart Drugs, o droghe intelligenti, si identifica un’ampia serie di sostanze psicoattive, di origine sia naturale che sintetica, capaci di produrre numerosi effetti nelle performance cognitive di chi le assume, come memoria, attenzione, abilità di calcolo, creando una sorta di effetto doping per il nostro cervello.

Sono considerati tali anche alcuni farmaci la cui somministrazione avviene solitamente senza alcun controllo medico e senza tener conto dei possibili effetti collaterali, anche gravi, nel lungo periodo.

 

Nonostante il nome ingannevole, non si tratta di farmaci “intelligenti”.

 

I benefici che derivano dalla loro assunzione, sulle capacità cognitive, sono ancora dubbi, ma ciò che è certo è che il loro utilizzo possa avere effetti collaterali e conseguenze negative perché, al pari di altre droghe, provocano dipendenza.

Secondo un recente report dell’Istituto Superiore della Sanità nonostante il crescente interesse dell’opinione pubblica sul fenomeno, esiste molta confusione sul tema, legata soprattutto alla terminologia utilizzata, acuita ancor di più dalla continua associazione al termine nootropo.

Si parla infatti di Smart Drugs come droghe vegetali, droghe etniche, droghe endobotaniche.

Alcuni fanno rientrare tra le Smart Drugs una serie di bevande energetiche o pastiglie stimolanti (che tentano di stimolare l’effetto ecstasy) che assicurano effetti eccitanti pur rimanendo nella legalità.

La confusione è generata sostanzialmente dal fatto che le Smart Drugs sono denominate “droghe furbe” ossia non annoverate tra le sostanze stupefacenti e psicotrope proibite e regolate dal Dpr 309/90 e pertanto possono essere commercializzate liberamente.

Le Smart Drugs sono vendute in negozi specializzati denominati Smart Shops.

Attualmente in Italia sono un centinaio.

La cosa che desta più preoccupazione è che gli Smart Shops propongono, per il doping mentale, prodotti “naturali”, erboristici apparentemente del tutto “innocui” e soprattutto legali, rispetto alle droghe più comunemente utilizzate per “tirarsi su”.

Il fatto che queste sostanze sono spesso vendute come prodotti naturali e legali, può trarre in inganno i consumatori dal momento che spesso si tratta di sostanze dagli effetti psicoattivi potenzialmente dannosi e ancora poco noti.

Spesso si è indotti a pensare che la tossicità di una sostanza sia legata al fatto che essa sia sintetica e che tutto ciò che è naturale “faccia bene”.

Questo assunto è privo di ogni validità scientifica in quanto la tossicità di una sostanza dipende dal principio attivo presente e non dall’origine naturale o sintetica.

La pericolosità è data anche dal fatto che droghe del genere, prodotte spesso in laboratori di Paesi in via di sviluppo, in condizione di scarsa igiene e di scarsissima qualità, vengono immesse sul mercato e vendute senza che i consumatori sappiano cosa stanno acquistando.

Gli stessi Smart Shops propongono dei cocktail, in gergo denominati Stack, ossia un mix di sostanze create dagli stessi gestori sulla base di conoscenze del tutto empiriche, o con l’aiuto di laboratori specializzati, con lo scopo di massimizzare l’effetto di queste sostanze sullo stato psicofisico.

 

Storia delle Smart Drugs

Le Smart Drugs derivano dalla medicina alternativa/etnica, che consiglia l’uso di sostanze vegetali ricavate da erbe e piante, già utilizzate nei riti tradizionali e usanze celebrative, come adiuvanti di alcune funzioni collettive.

I popoli primitivi conoscevano bene i pericoli di queste sostanze e non a caso le consideravano sacre, termine che deriva dal latino “sacer” che significa ciò da cui star lontano.

Prima culla di vita delle Smart Drugs furono gli Stati Uniti durante i primi anni ’90.

Con tale termine venivano definiti alcuni farmaci usati in medicina per attivare le funzioni cognitive deterioratisi durante la senescenza.

Nel 1991 fu pubblicato il libro “Smart Drugs and Nutrients” da parte di Ward Dean, un gerontologo americano, e dal giornalista John Morgentlaer in cui si descrivevano una serie di sostanze in grado di risvegliare ricordi dimenticati, di aumentare il quoziente di intelligenza e la potenza sessuale.

Oggi, negli Usa, le Smart Drugs rappresentano una serie di sostanze farmacologicamente attive, nate principalmente per curare gli effetti di alcune malattie psichiatriche come: Deficit di Apprendimento, Iperattività e Narcolessia, in grado di aumentare le performance fisiche e mentali.

Nel 2011 la proiezione nelle sale cinematografiche del film “Limitless“ ha contribuito enormemente alla diffusione di dette sostanze destando la curiosità dell’opinione pubblica.

Da allora l’interesse per queste sostanze ha subito una crescita esponenziale in tutti gli ambiti.

Nel film, l’attore, interpretato da Bradley Cooper nelle vesti di Eddy Morra, uno scrittore Newyorkese in profonda crisi, fa uso di una pillola sperimentale nota con il nome NZT-48 acquisendo di colpo capacità mentali senza precedenti, quasi sovrumane.

L’idea che una pillola possa rendere super intelligenti ha contribuito notevolmente a rendere popolari le Smart Drugs. Il loro mercato è attualmente in espansione con un giro di affari che nel 2015 ha superato il miliardo di dollari.

Sulla scia del film sono nate numerose startup al fine di sviluppare sostanze di nuova generazione.

Nonostante il grande interesse e i milioni spesi in investimenti ci sono ancora poche evidenze scientifiche in grado di dire con certezza se una pillola per potenziare le capacità mentali funzioni veramente.

 

Come si classificano le Smart Drugs?

Una classificazione dei prodotti “smart” in circolazione oggi è molto difficoltosa, dato che sono innumerevoli.

In linea generale possiamo suddividerle in base:

– alla modalità di consumo;

– per classi chimico-fisiche;

– per scopi d’uso (curiosità, miglioramento delle prestazioni).

 

In relazione alla modalità di consumo in commercio si trovano pillole, gocce, bevande oppure decotti ed infusi da preparare, oltre che misure concentrate, i cui effetti possono essere diversi a seconda del prodotto ingerito.

Alcune vengono consumate con il supporto di alcuni strumenti quali pipe ad acqua (bong), vaporizzatori etc.

La maggior parte delle Smart Drugs sono vegetali ed hanno effetti stimolanti.

 

In base alle caratteristiche chimiche-fisiche possono essere genericamente suddivise in:

– prodotti caffeinici: la caffeina è un alcaloide naturale presente nelle piante del caffè, cacao, cola, thè, guaranà, mate, che svolge un’azione stimolante sul sistema nervoso. È una delle sostanze psicoattive più diffuse e l’uso prolungato comporta tolleranza, dipendenza e assuefazione;

 

– prodotti efedrinici: l’Efredina è un alcaloide naturale presente nelle piante dell’ephedra con una struttura chimica molto simile a quella delle Metanfetamine. Viene utilizzata in molti integratori alimentari per perdere peso e migliorare le prestazioni atletiche. Numerosi sono gli effetti collaterali che derivano dalla sua assunzione: eccitazione, stati d’ansia e confusione, irrequietezza, insonnia e, in casi estremi, stati psicotici, attacchi cardiaci e ictus.

Per questi motivi la FDA (Food and Drug Administration) sulla base degli effetti avversi riportati, ha deciso di proibire la commercializzazione di tutti i prodotti che contengono derivati dell’efedrina;

 

– prodotti afrodisiaci: si tratta di erbe ed estratti vegetali con effetti psicoattivi a cui sono attribuiti effetti afrodisiaci. Rientrano in questa categoria:

– Damiana (Turnera aphrodisiaca Urban)

– Acanthea Virilis

– Lepidium Mejenii

– Corynenthe Yohimbee

 

– prodotti eco-drug: gli eco-drug sono sostanze psicoattive di origine naturale non sintetizzate in laboratorio. L’utilizzo abituale di queste sostanze espone i consumatori a conseguenze psicofisiche. Particolare riferimento occorre fare alla Salvia Divinorum, di recente inserita nelle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope di cui al Dpr 309/90 a seguito degli effetti allucinogeni, derivanti dal suo utilizzo.

 

L’Istituto Superiore della Sanità nel recente report, più volte menzionato, ha pubblicato delle schede contenenti tutte quelle specie vegetali che contengono molecole con proprietà psicoattive, specificando per ognuna gli effetti collaterali ad esse connessi.

Gli effetti delle smart drugs

Gli effetti collaterali derivanti dall’utilizzo delle Smart Drugs più frequenti sono:

– nausea;

– vomito;

– diarrea;

– ansia;

– palpitazioni;

– nei casi più gravi crisi epilettiche;

– episodi psicotici.

 

Nonostante le informazioni in merito agli effetti farmacologici (tossicità, famacocinetica, farmacodinamica) e alle conseguenze psicofisiche delle Smart Drugs siano limitate, è ormai appurata la loro capacità di indurre dipendenza.

 

Farmaci utilizzati come Smart Drugs

L’aspetto del fenomeno “Doping Mentale” che desta maggiore preoccupazione, è l’utilizzo di farmaci veri e propri per migliorare le proprie performance intellettuali.

Si tratta, sostanzialmente, di farmaci nati per curare i sintomi di malattie psichiatriche come l’Alzheimer, Parkinson, Deficit dell’Attenzione, Iperattività e Narcolessia.

Fenomeno che trova ampia diffusione, con connotazioni allarmanti, soprattutto tra i giovani studenti universitari.

Il primato assoluto è detenuto ancora una volta dagli Stati Uniti.

 

Il Narcotic Control Board delle Nazioni Unite ha registrato un aumento del 300% nell’uso di farmaci stimolanti negli Usa tra il 1995 e il 2006.

Un sondaggio condotto dalla rivista scientifica inglese “Nature” ha mostrato che il 7% degli studenti americani (con picchi del 25% in alcuni campus più competitivi) ha fatto uso di questi farmaci per potenziare le capacità cognitive e superare più facilmente gli esami.

I farmaci più gettonati appartengono alla famiglia delle anfetamine e metanfetamine nati prevalentemente per la terapia della sindrome da iperattività e deficit di attenzione nell’infanzia.

Diversi studi scientifici (tra cui quello di Lynch e Gall uscito su Trend in Neuroscience nel 2006) hanno dimostrato l’efficacia dei farmaci utilizzati per curare l’Alzheimer sul potenziamento della memoria nei soggetti sani.

 

Cosa sono le Anfetamine?

Le anfetamine sono sostanze stimolanti, per lo più sotto forma di pastiglie, che vengono in genere prescritte a scopo medico per curare alcune patologie di origine psichiatrica.

Possono, tuttavia, essere oggetto di abuso, ossia utilizzate in modo improprio senza prescrizione medica.

La metanfetamina è anch’essa, uno stimolante potente, con una struttura chimica simile a quella delle anfetamine, con la differenza che può essere “sniffata”.

 

Come agiscono sul cervello?

L’uso di anfetamine e metanfetamine altera il normale funzionamento del cervello, provocando un anomalo accumulo di dopamina, il neurotrasmettitore cerebrale responsabile della sensazione di benessere e dell’aumento dell’energia provocando, nel breve termine, i seguenti effetti:

– aumento della capacità di attenzione e di vigilanza;

– riduzione del bisogno di dormire;

– riduzione dell’appetito e della stanchezza;

– facilità di parola e velocità di pensiero;

– sensazione euforica e di potenza.

 

Quali sono i rischi connessi ad un utilizzo prolungato di queste sostanze?

L’uso prolungato provoca molti effetti dannosi, fra cui la dipendenza, ossia una malattia cronica soggetta a ricadute caratterizzata dalla ricerca e dall’uso ossessivo della droga e si accompagna a cambiamenti molecolari e funzionali del cervello.

Altri effetti possono essere così sintetizzati:

– irritabilità;

– spossatezza;

– insonnia;

– sintomi depressivi;

– ossessioni e manie di persecuzione;

– comportamento violento;

– manie suicide.

Tra i rischi in una recente ricerca condotta dal team della University of Texas Southwestern Medical Center a Dallas è stata annoverata la possibilità, derivante da un uso prolungato di anfetamine, di dissezione aortica, causata dall’aumento della pressione sanguigna indotta dall’uso di queste sostanze.

In Italia il Dipartimento Politiche Antidroga ha diramato un vademecum sui rischi associati all’utilizzo delle anfetamine per sensibilizzare i giovani a non farne uso.

Così come negli Stati Uniti e nel resto d’Europa, anche in Italia queste sostanze sono considerate illegali e come tali punibili, in quanto associate alla cocaina e all’eroina.

 

Tra i farmaci più utilizzati per migliorare le performance cognitive primeggiano:

– Adderall e Ritalin

– Aricept

– Modafinil (Provigil)

appartenenti alla famigerata famiglia delle anfetamine (ad eccezione del Modafinil).

 

L’Adderal rappresenta il farmaco stimolante più noto presente sul mercato in questo momento. A base di sali di anfetamina, negli Usa viene prescritto per curare la sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD).

In realtà negli ultimi anni questo farmaco è diventato uno strumento di studio per milioni di studenti a cui ricorrono abitualmente per potenziare le proprie performance cognitive anche se soggetti perfettamente sani.

La sua diffusione è stata principalmente determinata dal fatto che la sindrome da Deficit di Attenzione non è facilmente diagnosticabile e pertanto i famaci vengono prescritti con estrema facilità, con la conseguenza che gli studenti, pur di entrare a far parte di un mondo sempre più competitivo, non esitano a farsi prescrivere farmaci come Adderall e Ritalin fingendo di essere affetti da deficit che in realtà non hanno.

Tali farmaci agiscono sul neurotrasmettitore dopamina che aumentandone sensibilmente il rilascio generano una sensazione di benessere ed euforia a cui fa seguito una maggiore concentrazione, vigilanza ed attenzione.

 

Gli effetti collaterali che ne conseguono possono essere devastanti.

 

Oltre all’irrequietezza, all’insonnia, pressione alta, palpitazioni, se presi senza seguire le dosi terapeutiche e sotto la supervisione di un medico, possono condurre anche alla morte.

Ma l’effetto più subdolo è l’assuefazione: maggiore è l’uso maggiore sarà la perdita dell’effetto e maggiore sarà la dose necessaria affinché si possa godere dei benefici a breve termine, fino ad arrivare alla fase di rottura che porta ad infarto e altre malattie cardiache.

Per avere prontezza di come questo fenomeno sia diffusissimo negli Stati Uniti è significativo il documentario andato in onda su Netflix sull’uso dei suddetti farmaci nei vari ambiti.

 

In questo documentario emerge l’imprinting pro-doping degli Stati Uniti.

 

L’età media degli studenti che ricorrono a tali farmaci si sta abbassando drasticamente fino a coinvolgere i bambini e i ragazzi della scuola dell’obbligo con il beneplacito dei genitori, più preoccupati di dare una marcia in più ai propri figli che degli effetti collaterali che ne possono derivare.

Ad avvalorare la tesi pro doping, sono intervenuti sette neuro-scienziati “di grido”, appartenenti ad università americane e britanniche, tra cui Michael Gazzaniga e Martha Farah, che in un lungo articolo diviso in sette capitoli apparso sulla famosa rivista Nature, sposano con convinzione la causa delle “pillole intelligenti”.

Dopo aver messo in guardia contro gli eventuali effetti collaterali di lungo termine, sulle ingiustizie sociali dovute al costo dei farmaci o pressioni dei genitori per migliorare le prestazioni scolastiche dei figli, i neuroscienziati chiedono la liberalizzazione e la depenalizzazione dell’uso di detti farmaci.

 

Ciò che preoccupa di più i neuro-scienziati è l’aspetto etico.

 

Essi partono dal presupposto che l’umanità già pratica da tempo “il potenziamento cerebrale” attraverso l’ausilio delle tecnologie (computer, internet) allora perché non farlo attraverso i farmaci?

 

Gli obiettivi che si propongono di raggiungere sono i seguenti:

– limitare le disparità interindividuali che potrebbero manifestarsi a causa dei costi eccessivi di approvvigionamento in modo che tutti possano accedervi senza creare disparità sociali;

– individuare nuovi farmaci senza gli effetti collaterali di quelli esistenti (incidenza sulla pressione sanguigna e sulla regolazione sonno/veglia);

– estenderne l’uso anche agli studenti delle scuole obbligatorie solo dopo aver accertato che non incidono sul loro sviluppo cerebrale.

 

L’era del Modafinil

Il Modafinil è un farmaco di nuova generazione, noto con il nome commerciale “Provigil”.

Utilizzato principalmente per curare la sonnolenza nei malati di Narcolessia, è risultato essere un farmaco tra i più gettonati, soprattutto tra gli studenti, ed usato come valida alternativa all’Adderal, al fine di potenziare le proprie performance cognitive.

Il Modafinil non appartiene alla famiglia delle anfetamine, come l’Adderal o il Ritalin, pur avendo delle caratteristiche chimiche simili non ha come effetto collaterale la dipendenza.

Considerato “il viagra del cervello”, è da tempo utilizzato da imprenditori di successo che vogliono essere sempre al top e rappresenta la prima droga utilizzata a Wall Street.

Alcuni neuro-scienziati riconoscono, in un articolo apparso su European Neuropsychopharmacology, al Modafinil il primato tra gli agenti capaci di aumentare le capacità cognitive perché ben studiato e controllato.

Resta pur sempre un medicinale, con effetti collaterali e controindicazioni anche gravi, ed inoltre non esistono studi scientifici sugli effetti a lungo termine.

Anche in Italia l’uso di questo farmaco ha fatto registrare dati importanti soprattutto tra gli studenti tra i 15 e i 19 anni.

Stefano Sensi neurologo dell’Università di Chieti-Pescara e dell’Università della California ad Irvine, nel 2013 e nel 2014, ha confermato con due studi l’efficacia del Modafinil su una singola dose, ma ha sottolineato che gli effetti benefici su memoria ed attenzione venivano vanificati dalla cronica alterazione del sonno.

Secondo gli esperti le Smart Drugs se usate con attenzione possono diventare un gioco a somma positiva.

 

Conclusioni

In un mondo iper-competitivo nel quale viviamo, incentrato sulla cultura del successo, la possibilità di avere a disposizione delle sostanze in grado di “regalare” prestazioni superiori in tempi ridotti appare un’idea molto allettante in qualunque settore si operi.

Volendo tirare delle conclusioni sulla base delle posizioni assunte dal mondo scientifico nei confronti delle “pillole intelligenti”, l’imperativo che oggi sembrerebbe emergere è:

 

Se vuoi che il cervello vada su

la pillola devi mandar giù”

 

Perché ricorrere a delle sostanze di cui non si conoscono esattamente gli effetti collaterali che possono risultare addirittura dannosi quando ne esistono altre che, al contrario, possono aiutarti a mantenerti in forma e in salute?

Nel mondo del Fitness, già da diversi anni, esistono delle sostanze, sotto forma di integratori che, se abbinate ad una corretta alimentazione e ad un’attività fisica adeguata, possono contribuire a mantenerti in forma e in salute con “l’effetto collaterale” di accrescere la tua autostima e farti avere un fisico tonico e asciutto.

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Hai mai sentito parlare della Sinefrina?

La Sinefrina è un alcaloide usato tradizionalmente come stimolante psicofisico utile per aumentare il livello di energia fisica e mentale.
Ha effetti dimagranti in quanto stimola la termogenesi del corpo contribuendo ad accrescere la funzione metabolica del tessuto adiposo.
Estratta dalla buccia dell’Arancio amaro rappresenta la versione legale e naturale dell’Efedrina, sostanza illegale.

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Alessia Attadia, Dottore Commercialista, XWOMAN e Fitness Coach della più prestigiosa Accademia esistente in Italia: XWOMAN Academy

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Questo articolo ha 15 commenti.

  1. Giovanni Ruffolo

    Interessante articolo su un fenomeno attuale è potenzialmente pericoloso se sottovalutato

    1. Alessia

      Grazie Giovanni . Concordo pienamente con il tuo pensiero. Penso sia necessaria una maggiore informazione sull’argomento, soprattutto per sensibilizzare i giovani studenti che rappresentando la categoria più vulnerabile e più propensi a farne uso.

  2. Angela

    Grazie dott.ssa Attadia per questa delucidazione e spiegazione dettagliata sulle Smart Drugs e i nootropi, complimenti! Volevo sapere: lei ne consiglierebbe l’utilizzo?

    1. Alessia

      Grazie Angela per aver letto l’articolo e per averlo trovato interessante. In merito alla tua domanda ti rispondo dicendoti che personalmente non sono propensa all’utilizzo delle Smart drugs, perché , come dicevo nell’articolo ,non esistono delle evidenze scientifiche che ne attestino l’efficacia e,soprattutto ,perché non sono privi di effetti collaterali nel lungo periodo.
      Esistono altre sostanze ,sotto forma di integratori, che se abbinati ad una corretta alimentazione e ad un’adeguata attività fisica ti possono dare un’energia mentale e fisica senza risultare dannosi per la tua salute, anzi assicurandoti un benessere a 360 gradi. Ho parlato della Sinefrina componente principale del Deep Fire della xwoman nutrition che io personalmente uso e devo dire che ne ho tratto notevoli benefici sia a livello mentale , per la mia attività da professionista, sia a livello fisico per i miei allenamenti. Ti consiglio di visitare il sito http://www.xwomannutrition.it troverai molti prodotti interessanti. Puoi accedere direttamente dal link del mio articolo. Grazie e rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento in merito.

      1. Angela

        Grazie mille dott.ssa Attadia della disponibilità. Sono molto d’accordo con lei sul rifiuto di questi farmaci ed è per questo che ho trovato interessante la lettura dell’articolo. Andrò a consultare il sito degli integratori, così da poter sfruttare meglio il suo consiglio. A presto

  3. Ortenzia

    Dott.ssa Attadia, complimenti ???? un articolo su un fenomeno sempre più noto tra gli studenti. Il fatto di aver messo a confronto ciò che è disponibile da a tutti la possibilità di domandarsi se veramente vogliono ricorrere a dei farmaci con tutti gli effetti collaterali che comportano, o se non è più saggio scegliere una sana alimentazione con dei ottimi integratori. Grazie per questa ottima esposizione ????

    1. Alessia

      Grazie Ortenzia hai individuato in pieno il problema: la scarsa informazione sull’argomento, considerando che è un fenomeno che sta assumendo delle connotazioni allarmanti anche in Italia. I nostri studenti non sono a conoscenza degli effetti collaterali che ne potrebbero derivare trascinati dalla “scia” dell’emulazione e del “vincere facile”. Penso che sia nostro dovere contribuire a “salvaguardare” la loro mente.

  4. Stefania

    Finalmente una chiara e fruibile illustrazione su un argomento così particolare e controverso!
    Complimenti dott.ssa Attadia

    1. Alessia

      Grazie Stefania ,Sono contenta di aver fatto luce su un fenomeno che presenta molti lati oscuri.

  5. Donatella

    Analisi impeccabile direi!! L’idea di assumere sostanze pericolose pur di potenziare il proprio rendimento “superando” quello degli altri potrebbe diventare purtroppo un problema serio… È importante che si conoscano le conseguenze negative e allo stesso tempo è un’ottima alternativa quella di indicare integratori naturali e non pericolosi che possono contribuire a migliorare i propri livelli di energia fisica e mentale. Ottimo articolo????????

    1. Alessia

      Grazie Donatella . È vero esistono molte altre sostanze sotto forma di integratori per migliorare il proprio benessere psicofisico. Ti invito a visitare il sito http://www.xwomannutrition.it troverai molti prodotti interessanti. Sono a disposizione per chiarimenti in merito.

  6. Rossella

    Un articolo significativo e davvero molto utile. Complimenti Dtt.ssa Attadia per questa ampia descrizione su un fenomeno tanto attuale quanto complesso, come quello riguardante, appunto, il doping mentale. Ho una domanda per lei: se le Smart Drugs venissero totalmente eliminate dalla produzione e dal commercio internazionale dei farmaci, visti gli effetti collaterali e le conseguenze negative che ne derivano, cosa ne sarebbe poi della cura di malattie gravi come quelle di stampo psichiatrico? In riferimento a ciò, le Smart Drugs risultano essere, infatti, un riferimento piuttosto importante per affrontare il percorso clinico di un paziente affetto e senza di esse, molte volte, non si potrebbero verificare concreti miglioramenti… Grazie per l’attenzione.

    1. Alessia

      Grazie Rossella per le tue osservazioni a mio avviso molto pertinenti. È doveroso da parte mie fare alcune precisazioni. Il problema non é quello di eliminare dal commercio dei farmaci nati per curare i sintomi di malattie di stampo psichiatrico necessari per chi ne è affetto, ma evitare che vengano utilizzati per scopi diversi, come quello di potenziare le capacità cognitive, da soggetti perfettamente sani. In che modo? Rendendo più difficile la loro vendita attraverso normative ad hoc che ne limitino l’utilizzo. Il problema è che oggi si possono acquistare liberamente tramite internet, senza alcun filtro. Gli effetti collaterali, la cui portata ancora non si conosce perfettamente, mancando evidenze scientifiche in merito soprattutto in caso di uso prolungato nel tempo, possono essere devastanti nei soggetti sani e non portatori di deficit.
      Nel nostro piccolo ciò che dovremo fare è di farci portavoce di questo fenomeno divulgando il più possibile la pericolosità delle sostanze e gli effetti nocivi che ne potrebbero derivare. Spero di essere stata esaustiva. Ti ringrazio per questo spunto di riflessione.

      1. Rossella

        Grazie a lei per la precisazione… È veramente necessario sottolineare questo distinguo tra chi è affetto da gravi malattie di stampo psichiatrico e deve, quindi, necessariamente far uso di questi farmaci, molte volte, e tra chi, invece, li utilizza a proprio piacimento per migliorare le proprie capacità cognitive, le proprie prestazioni atletiche o altro di simile… Ha spiegato molto bene questa differenza. Spero di leggere altri suoi articoli in futuro… Grazie mille.

  7. roberta

    Molto interessante! Letto tutto d’un fiato! Complimenti!

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