IL DOLORE CERVICALE: PREVENIRLO E CURARLO

Quante volte nella vita ti è capitato di portare una mano sul collo, dietro la nuca, ed asserire: “ho male alla cervicale”?

Questa è infatti una delle frasi più inflazionate e racchiude una serie di cause e di significati ampia e variegata.

Il cosiddetto dolore al collo, infatti, può essere classificato come un sintomo di patologie più o meno gravi, avere origini traumatiche, posturali, meccaniche, genetiche.

Le 7 vertebre che compongono il primo tratto della tua colonna sono soggette ad una serie di movimenti piuttosto ampia, che vanno dall’estensione, alla flessione, alla rotazione.

Anche il tratto più alto della colonna si compone di vertebre separate da un disco cartilagineo.

Quello che con molta probabilità non sai è che questi dischi, durante il giorno, compiono il loro lavoro di assorbimento delle forze compressive e si disidratano, per poi sopperire alla carenza e reidratarsi nel corso della notte.

Quando si fa normalmente riferimento ad una discopatia, infatti, ci si riferisce nel gergo comune ad uno stato di schiacciamento protratto dei dischi intervertebrali, che producono tra i vari effetti, quello doloroso.

Gli studi riportano che il dolore al collo abbia un’incidenza del 30% sulla popolazione e che il 50% di essa, nonostante la sofferenza venga alleviata avvertano un senso di fastidio permanente.

La sintomatologia dolorosa diventa cronica nel 10% di queste persone, e proprio per la sua specificità è stata largamente studiata in ambito medico scientifico.

La presenza di un dolore al collo può tradursi in altri fastidiosi problemi, come un forte mal di testa, dolore mandibolare, specie nell’atto articolare di masticazione e comunque una generale infiammazione dell’intera colonna.

Se anche tu soffri regolarmente di questo tipo di sensazioni, questo articolo fa al caso tuo.

Ti svelerò le modalità di prevenzione della cosiddetta cervicale.

Sei pronta a scoprire la causa più recente e la sua incidenza sulla tua colonna?

Probabilmente la stai tenendo in mano, per leggere questo articolo.

Eh sì, perché quella che è diventata la nostra estensione naturale della mano è al contempo divenuta una delle principali motivazioni di dolore cervicale. Facilmente prevenibile quindi in relazione a questa causa.

Sto parlando, chiaramente, dello smartphone.

Il piccolo dispositivo che maneggi senza sosta ha condotto ad una neo patologia, definita come text neck, ovvero il collo da smessaggiamento.

Quante volte, senza neppure rendertene conto, ti ritrovi ad abbassare sempre più il capo per visualizzare il contenuto del telefonino?

Questo movimento ingenera una disposizione posturale innaturale, che ti procura facilmente dolore.

Pensa che tenere lo smartphone con una inclinazione del collo di 60 gradi, comporta un peso aggiuntivo sulle tue vertebre di ben 27 kg!

Anche inclinazioni inferiori comportano comunque un affaticamento per il tuo rachide cervicale.

Pertanto il consiglio, in questa situazione, è di prevenire il dolore al collo semplicemente badando al mantenimento in posizione verticale del dispositivo e a non inclinare eccessivamente la testa durante l’utilizzo.

Un problema analogo può sorgere se hai un’occupazione sedentaria, passi molte ore alla scrivania e scrivi al computer.

Anche in questa circostanza piccoli scompensi di tipo posturale si possono sommare e condurre al dolore che sperimenti.

In questo contesto, nel quale passi la maggior parte delle ore seduta, è importante che tu ponga particolare attenzione a tutta la tua colonna e al suo allineamento.

Il tratto vertebrale che segue quello cervicale, infatti, ossia il tratto dorsale, condiziona in modo determinante il posizionamento delle vertebre cervicali sovrastanti.

In particolar modo una ipercifosi, ossia un’accentuazione della normale curvatura del segmento dorsale della colonna, ti spingerebbe a tenere lo sguardo, e quindi il collo, molto proteso, con conseguenti dolori sia articolari che muscolari.

In questo caso il consiglio è quello di predisporre al meglio la scrivania di lavoro e di alzarsi, se possibile ogni 30 minuti, compiere qualche passo e poi riposizionarsi nel modo corretto.

Inoltre, se già soffri di cervicale, oltre a prevenire il dolore, puoi effettuare qualche esercizio di allungamento muscolare direttamente sulla tua sedia.

Gli esercizi di allungamento e di mobilità articolare della zona cervicale non sono pochi.

Dalle classiche circonduzioni del capo, nelle quali lasci che il peso della testa la faccia cadere in avanti, per poi eseguire una rotazione, ai movimenti di traslazione laterale e frontale, più complessi, ma estremamente utili.

L’obiettivo è quello di muovere la testa lungo una linea orizzontale immaginaria, mantenendola all’interno dello spazio che intercorre tra capo e mento, spostando cioè esclusivamente di lato il viso, senza che intervengano le spalle in questo tipo di movimento. Come se volessi traslare tutto il viso al di sopra della spalla, prima destra e poi sinistra.

In prima battuta questo esercizio potrebbe sembrarti davvero complicato, ma vedrai che con un po’ di allenamento, guadagnerai millimetri nello spostamento.

Inoltre puoi eseguire il movimento di traslazione in avanti ed indietro, estendendo e retraendo il collo.

Come allungamento muscolare puoi distendere la zona del collo semplicemente flettendo il capo da un lato, fino a toccare la spalla con l’orecchio e aiutandoti con la mano dello stesso lato in questo allungamento.

Ripeti questa routine eseguendo 5 serie da 8 movimenti e vedrai che il sollievo sarà palpabile.

Se, ancora, non soffri di qualche patologia specifica, come le discopatie degenerative, ma senti spesso dolore, rafforzare i muscoli in sala pesi è sicuramente una valida opzione.

In particolare puoi dedicarti a rafforzare il trapezio e tutti i muscoli più piccoli, ma significativi, che interessano quella regione corporea.

Per farlo, dedicati in sala pesi ad esercizi di trazione come rematore, pulley, lat machine.

Aggiungine un paio come extra al termine di ogni tua seduta, rispettando la forma e le tempistiche della scheda (se esegui tutti gli esercizi in 3×12 con movimento fluido, anche l’extra sarà 3×12 con movimento fluido) e la tua muscolatura ringrazierà.

Bada alla postura anche durante l’esercizio, la tecnica di movimento infatti, non riguarda solamente i muscoli direttamente coinvolti come bersaglio dell’esercizio, ma un setup completo perfetto è indispensabile.

È per questa ragione che in XWOMAN, il Sistema di Allenamento Femminile n. 1 in Italia, la base imprescindibile da raggiungere prima di dedicarsi ad aumentare fortemente i carichi, è proprio il perfetto apprendimento della tecnica di esecuzione.

Di ogni singolo esercizio, per ogni differente distretto muscolare.

Come hai quindi compreso leggendo fino a qui, la relazione tra una muscolatura fortemente affaticata e il dolore cervicale è ampia e di rilievo.

In questo articolo ti ho indicato alcune strategie che puoi mettere in atto per prevenire e per alleviare il fastidioso dolore cervicale.

Ma c’è ancora un elemento di cui voglio metterti al corrente, proprio relativamente alla relazione tra muscoli deboli ed affaticati e dolore cervicale.

Devi sapere che un corretto apporto di minerali contribuisce al benessere dell’intero apparato muscolo scheletrico e dell’organismo in genere, e che in particolar modo molti studi hanno dimostrato che il magnesio agisce come miorilassante e come aiuto alla fatica ed al recupero muscolare.

Il magnesio è il secondo minerale per importanza nel nostro organismo, ma la sua carenza è a livelli altissimi.

Gli integratori di magnesio sono, infatti, estremamente diffusi, ma c’è un particolare aspetto che merita un approfondimento.

La biodisponibilità del minerale all’interno degli integratori è molto diversa a seconda della formulazione con la quale è proposto sul mercato.

Facciamo uno step indietro, la biodisponibilità è la quantità di principio attivo che effettivamente il tuo organismo assorbe ed ha a disposizione. Non corrisponde mai al 100% di quanto ingerito, ma a seconda della sua formulazione la biodisponibilità è maggiore o minore.

XWOMAN NUTRITION ha scelto di formulare X-Magik in forma sucrosomiale. Si tratta di una membrana che consente al minerale di attraversare intatto l’ambiente gastrico.

XWoman Nutrition - X-Magik Magnesio Sucrosomiale - Integratore Alimentare

In questo modo, con la tecnologia sucrosomiale:

  • la sua biodisponibilità è incrementata del 20% rispetto al normale magnesio citrato;
  • l’escrezione renale è inferiore rispetto al magnesio citrato.

Questo si traduce in un intervento maggiore da parte del magnesio assorbito e biodisponibile.

Se, quindi, scegli anche tu di aggiungerlo alle routine di esercizi e stretching per il dolore cervicale clicca QUI per acquistare X-Magik.

Prova queste soluzioni e fammi sapere come va, nel frattempo ti ringrazio per aver letto questo articolo e rimango a tua disposizione per rispondere alle tue domande e fornirti ulteriori delucidazioni.

A presto,

Virginia Arzillo, Fitness Coach XWOMAN

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